Ansia? Respira!
Ho cominciato la pratica del respiro per riportare la calma, per permettere al corpo e alla coscienza di guarire. Inspirare, espirare, nutrire e abbracciare. Abbracciare il corpo e abbracciare il dolore.” (Thich Nhat Hanh)
Il pranayama è una parte importante della pratica yoga, ma sarebbe più corretto dire della vita stessa.
Respirare è l’atto imprescindibile per la vita e dal nostro respiro dipende gran parte della nostra salute.
Si è rivelato molto efficace per un’infinità di aspetti:
- ridurre sensibilmente il livello di tensione,
- rigenerarci e sostenere le nostre energie psico-fisiche e favorire il riposo,
- allentare la pressione derivante da ansia e preoccupazioni,
- ritrovare equilibrio e un buon livello di serenità e di calma,
- ridurre le risonanze delle emozioni e migliorare salute e benessere emotivo,
- renderci più capaci a rispondere e gestire gli eventi stressanti, migliorando la nostra consapevolezza di noi stessi e del momento che stiamo vivendo,
- migliora l’ossigenazione di sangue e tessuti (quindi anche il cervello, migliorando la nostra capacità di concentrazione e rendimento intellettuale),
- aiuta a ridurre la percezione del dolore cronico e acuto.
Tra le moltissime tecniche di respirazione che la tradizione yoga ci offre, c’è Asamavrtti Pranayama. È molto conosciuta, anche se non con questo nome, grazie al dottor Andrew Weil che l’ha sperimentata in svariati ambiti psicoterapeutici. É “respirazione 4-7-8”.
Come si esegue? Facile!
Inspira contando fino a 4, trattieni l’aria nei polmoni per 7 conteggi, infine espira per 8 conteggi. Fallo quando vuoi, tutte le volte che vuoi e per il tempo che desideri. Libera il respiro, libera la mente e il corpo!

