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Benessere Yoga Proyect – la cervicale

Benessere Yoga Proyect – BYP

Il dolore fisico ha radici profonde: la cervicale

Dolore Cervicale

Quando soffriamo di dolori o tensioni alla cervicale, un gesto di amore e attenzione è senz’altro quello di indagare sulle cause che ci portano ad irrigidire questa parte del corpo. Queste cause possono avere motivi fisici, o intriseci di tipo emotivo ad esempio, perché  la colonna cervicale rappresenta l’asse portante del nostro essere e del pensiero a livello profondo. Dal punto di vista fisico, la cervicale ha il compito di sostenere la testa e le strutture contenute in essa, perciò è in grado di influenzare il buon funzionamento di occhi, orecchie, lingua, fonazione e deglutizione, con un’azione anche sul nervo vago, che mette quest’area in comunicazione con il nostro “cervello addominale”.

È curioso che, pur trattandosi di una struttura molto complessa, quando si parla di dolore cervicale ci si riferisca quasi sempre esclusivamente alle vertebre. Ti stupirà sapere che invece, alla base dell’interpretazione di un qualsiasi disturbo cervicale, sono in primo piano i muscoli! Ne consegue che, indipendentemente da quale sia la causa del tuo dolore cervicale, tutti gli esercizi, che siano di stretching, rilassamento e/o rinforzo dei muscoli, risultano utili ed efficaci.

Lo yoga ci viene in aiuto con posizioni e altre pratiche molto utili. Oggi vi parlerò di una posizione molto conosciuta: Trikonasana. Vi racconterò però di quello che può fare per la nostra cervicale e per il nostro umore. Si tratta di una posizione in cui le spalle sono in scarico dal sostegno del peso, così come il collo e la torsione, fatta appunto in questo allineamento è in grado di generare rilassamento dalle tensioni alle strutture cervicali. La torsione infatti permette di rilassare i muscoli rotatori del collo del lato in cui rivolgiamo il viso, e rinforzare correttamente quelli che usiamo per ruotare. Questi sono i muscoli che più spesso sono interessati da tensioni e rigidità. Ha un’azione preventiva sulle cervicali, migliora la respirazione. Contrasta l’ansia, come tutta l’attività fisica, ma la sua azione energetica, espressa dal suo simbolismo, la rende un’ottima posizione per rilassare la muscolatura e offrire all’ansia un terreno poco fertile per attecchire.

La posizione di Parivritta Trikonasana, richiamando la figura geometrica del triangolo, simboleggia la fusione armonica tra i tre piani dell’essere: la mano sollevata rappresenta il piano spirituale, quella a terra rappresenta il piano materiale, il busto che si posizione orizzontalmente rispetto al suolo, rappresenta invece il piano psichico.

Come eseguirla: Parti a piedi uniti e le braccia lungo i fianchi, in piedi nella posizione della montagna (Tadasana).Inspirando divarica i piedi più o meno all’ampiezza di una tua gamba, con le braccia parallele al suolo e i piedi paralleli tra loro. Ruota verso l’esterno il piede destro di circa 90°, e il sinistro di poco verso l’interno. I talloni dovrebbero restare allineati tra loro. Ora fletti l’anca espirando e portando il busto a destra, con la mano che scivola lungo la gamba destra. Per il momento lascia che l’anca sinistra si chiuda un pochino in avanti per sentire che il femore si muove liberamente nell’articolazione. Quando sarai on posizione con la mano pensa a ruotare l’anca indietro per aprire il bacino in avanti. Ricordati che non è necessario raggiungere il piede o il pavimento, quello è un obiettivo che puoi porti da realizzare nel tempo con la pratica.Porta ora il braccio sinistro perpendicolare al suolo e rivolgi il viso e lo sguardo alla mano sinistra. Se la tensione alla cervicale è troppa da consentirti di guardare in su, rivolgi pure lo sguardo avanti o verso il piede destro. Ricordati che i piedi sono le tue radici, quindi immagina di poter “artigliare” il tappetino con la pianta del piede, mentre le tue gambe sono la parte più robusta del tronco dell’albero che rappresenti, perciò contrai i quadricipiti e osserva le tue rotule che salgono verso l’anca, percependo una lieve rotazione esterna che non si vede dall’esterno ma si sente in profondità. Mantieni per iniziare 5 respiri, ma con la pratica impara ad arrivare fino ad un minuto e mezzo o anche di più. Quando avrai terminato, inspira e torna in posizione eretta, riporta il piede destro parallelo al sinistro. Extra ruota il piede sinistro e ripeti tutto su questo lato. In generale questo asana tonifica e rende più elastici i muscoli delle gambe, dona mobilità alle anche. Sviluppa apertura nel petto, rende le caviglie più stabili e forti. Allevia i dolori alla schiena e il torcicollo.